Carnevale con maschere che mai avremmo pensato di indossare

L’anno scorso ci siamo salutati con “Alice nel paese delle meraviglie” come tema per il carnevale, ancora ignari che sarebbe stata l’ultima volta che avremmo potuto vederci. E’ stata anche l’ultima volta che noi animatori abbiamo vestito i panni del “classico” animatore che fa giocare i bambini.


Questo articolo abbiamo deciso di dedicarlo un po’ alla storia del carnevale di Beinette per far si che non venga persa nel tempo e, perché no, invogliare la partecipazione degli anni a venire.


Cominciamo dal principio: il primo riferimento al carnevale di Beinette viene fatto in un articolo di giornale del 1895 dove aveva sfilato un carro allegorico a tema “I Dieci Comandamenti”, e nello stesso scritto si rimanda all'anno prima, dove vi erano già stati dei festeggiamenti. Troviamo anche un accenno al carnevale dell’anno 1903 dove il tema era “I fattori principali dell’Italia del XIX sec” visti in maniera umoristica.

C’è poi un salto temporale di cinquant'anni, complici sicuramente tutte le vicende storiche. Riprendiamo con l’anno 1953, quando il carro “Le trote” di Beinette partecipa al famoso carnevale di Mondovì, facendosi subito notare per la presenza di un cuoco che friggeva trote, porgendole come assaggi, con un po’ di passito, alle autorità. Questa scena si ripeterà anche al carnevale di Mondovì dell’anno successivo. Nel 1956 il carro di Beinette partecipa al carnevale di Cuneo, con le immancabili trote fritte, posizionandosi al terzo posto nella classifica. Nel 1966 la partecipazione al carnevale dei ragazzi di Carrù.

Siamo anche venuti a conoscenza di una filastrocca cantata proprio sul tema della trota suonata nella ricorrenza carnevalesca.


Nel 1987 inizia una storia più particolare per il carnevale di Beinette: quarti classificati a Mondovì e in casa vediamo la nascita di due maschere “Munsù Bròbi” e “Madama Josna”. Questi due travestimenti dal 28 febbraio 1987 diventano le maschere ufficiali di Beinette, decisione presa da una giuria formata dai conducenti dei carri allegorici. Le due maschere hanno poi aperto la sfilata del 3 marzo 1987 svoltasi a Beinette. L’anno seguente alle due maschere verranno consegnate le chiavi della città dal sindaco, durante la sfilata per il paese. Nel 1989 cambiano i volti dietro “Munsù Bròbi” e “Madama Josna” che verranno eletti nel corso della festa di carnevale. Nello stesso anno, la sera del martedì grasso, si concludeva la festa con il falò che brucia il fantoccio rappresentate il Carnevale (a simboleggiare la fine della stagione invernale e l’arrivo della primavera).

La nostra ricerca si conclude con articolo del 1997 dove la proloco organizza il consueto carnevale, ma non sono più presenti cenni alle maschere del paese.


Con questo articolo che parla un po’ della storia di Beinette speriamo di aver suscitato un po’ di curiosità verso le nostre tradizioni e un po’ di voglia di riscoprirle. Quest’anno il tempo che precede la Quaresima sarà sicuramente più grigio, ma non per questo dobbiamo lasciarci scoraggiare. Sarebbe stato bello poter festeggiare la fine dell’inverno tutti insieme, non sarebbe stata la semplice fine di una stagione ma la conclusione di un brutto periodo durato fin troppo. Ma questo articolo non può concludersi in modo triste anche perché carnevale è un tempo di gioia e festa! Quindi non ci resta altro che farci una buona mangiata di risole e perché no, magari, imparare anche a farle.

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Edit by Giovanni Giorgis